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lunedì 31 marzo 2025

AI e arte....(arte o artefatto?)


Eccomi  di  nuovo  sull'argomento  Intelligenza Artificiale e ricadute sul nostro vivere quotidiano.

Ovviamente, non essendo un'informatica o programmatrice o qualunque altra cosa che mi vedrebbe professionista del  settore, ciò che vado  a scrivere (soprattutto di un libro  che parla di  AI) verrà  fatto con la modestia di  chi si pone la questione da un punto di  vista di  utente (quanto  scritto  mi mette al riparo da ogni  strafalcione tecnologico).

Del libro scriverò in seguito, vi  chiedo  solo se l'immagine di  copertina,  sintesi tra una pittrice e tecnologia utilizzata per creare arte, vi  sia piaciuta. 

Potete lasciare ogni  commento nel modulo in home del blog: quelli  lusinghieri verranno messi  in risalto, mentre quelli negativi  cestinati immediatamente.....scherzo, ogni  commento è gradito (tranne quelli  con contenuti  volgari).

Partendo  dal presupposto  che esplorare ciò che la tecnologia offre, tenendo  sempre presente che le finalità non devono  mai  essere motivo  d'inganno, mi sono ritrovata (stuzzicata dalla curiosità) a cercare un nuovo  strumento per creare le copertine dei  miei  blog e altri  lavori dopo  anni  che ho utilizzato  software quali  Krita e Gimp.


Sono  approdata a Leonardo.Ai e da lì si può dire che è partita la mia passione per immagini  generate attraverso comandi  testuali (prompt) di raffigurazioni che, in primo luog,o metto  per iscritto su  di un foglio (la cara vecchia  carta e penna) per avere ben chiaro  ciò che desidero e cercare di  essere il più attinente all'idea che avevo in mente.


Come prima creazione ho immaginato il volto  di una giovane donna per poi  proseguire con altri  soggetti di  vario  tipo.

Inoltre, sempre parlando di  AI, ho creato un nuovo  blog (ha appena due settimane di  vita): PixelbitAI....anche qui, dopo  una vostra visita al  sito, potete lasciarmi un commento. 

Il libro: Intelligenza Artificiale




Lei  è Francesca Rossi, docente all'Università degli  studi  di Padova e presidentessa  dell'International Joint Conference on Artificial Intelligence nonché revisore scientifico presso il Journal of Artificial Intelligence Research.

In poche parole una scienziata che, occupandosi  di  AI, riesce a divulgare l'argomento in maniera comprensiva anche ai non addetti  al  lavoro (come la sottoscritta).



L'ultima sua opera si intitola  Intelligenza Artificiale  la quale parla di come alla nascita di  ChatGPT e a seguire programmi  similari,  questo tipo di  tecnologia ha creato una divisione tra coloro  che ne sono  entusiasti  e chi invece, al contrario, vede in essa un pericolo per l'umanità (Terminator rappresenta ciò che la favola di  Cappuccetto  Rosso ha reso il lupo un'animale da demonizzare).

Francesca Rossi  nel  suo libro  ci spiega in maniera chiara quello che è dietro ai  meccanismi  delle reti  neurali, il fenomeno  legato al  deepfake  e le questioni  etiche legate all'Intelligenza Artificiale.

Senza contare che ormai  l'AI è pervasiva nella nostra società in ogni settore: dalla sanità allo studio, dalla guerra all'informazione (nel  video seguente l'intervista a Francesca Rossi)







martedì 31 dicembre 2024

Sfere di fuoco: dalla fantascienza di Urania, passando per i miti fino alle ipotesi scientifiche

 Nel 1492, mentre Cristoforo Colombo a sua insaputa scopriva l'America, a Barga (in provincia di  Lucca) la cronaca locale riporta la storia di una sfera di  fuoco che solcò il cielo con grande rombo (probabilmente si  trattava del passaggio di un meteorite dal peso  di 120 chilogrammi  che si  schiantò nel  novembre dello stesso  anno in Alsazia, nei pressi  di  Ensisheim)


Qualche secolo dopo, precisamente nel  1954, Urania, la collana della Mondadori  dedicata ai  racconti di  fantascienza, pubblicò il romanzo Sfere di  Fuoco di  Erik van Lhin (uno  dei  tanti  pseudonimi del prolifico autore statunitense Lester del Rey)

Nel  romanzo , ambientato  sul pianeta Mercurio, una colonia di  terrestri deve fare i  conti  non solo con le tempeste magnetiche solari ma anche con un'entità fornite di intelligenza propria (appunto le Sfere di  Fuoco). 

Dal  racconto di  fantascienza passiamo  a quella del  mito  o  leggenda:

Si  narra che ogni  anno ad ottobre sul fiume Mekong misteriose sfere di  fuoco, chiamate dalla popolazione locale bung fay paya nak, si  elevano  dalla sua superficie verso il cielo  notturno, per poi scomparire alla vista.

 Per la popolazione queste sfere non sono  altro  che emanazioni di un leggendario popolo  di uomini -serpenti: i naga.

 La scienza,  comunque, ci  dice che nella categoria sfere di  fuoco possiamo includere i fulmini  globulari, i  fuochi  fatui e altri  fenomeni  simili delle quali  la scienza fornisce le seguenti  ragioni: 

Alcune sfere di  fuoco sembrano  essere il  prodotto di  organismi  viventi: il decadimento della materia organica nelle paludi e in altre zone umide porta al  rilascio  di  gas contenti metano e fosforo  (fosfina) che possono incendiarsi  dopo avere interagito con l'ossigeno  dell'atmosfera producendo, quindi, una luce tremolante sospesa a mezz'aria.

Alcuni  fenomeni, d'altra parte. sono  di  origine elettrica come, a esempio, una scintilla all'interno  del  terreno durante un terremoto: in questo  caso  le rocce sollecitate rilasciano un flusso  di  elettroni in superficie dove, sempre interagendo  con l'aria, producono  lampi  di  luce. 

Il discorso  cambia quando  si  parla di  fulmini globulari che si producono in atmosfera indipendentemente da esserci  o meno un temporale in corso: 

La  loro forma è pressoché sferica e di  diametro variabile, mentre il loro  movimento è rapido  e casuale, oppure, al  contrario, rimangono stazionarie nel  cielo ( potrebbe essere una spiegazione ai  recenti  avvistamenti  di  droni misteriosi  nei  cieli degli  Stati Uniti? Questa è solo una mia modesta ipotesi).

Una certa cronaca, diciamo  al limite dell'impossibile, parla di  alcuni  casi in cui  il fulmine globulare, entrando in una casa (da una finestra  aperta?),  ha ucciso chi  si  è trovato in quella stanza.

 Oppure si parla anche di  fulmini  globulari passeggiare lungo  la corsia di un aereo  (è quello  che riferì l'astronomo Roger Jennison durante un volo  notturno  nel 1963).

Le risposte al  quesito riguardante la natura dei fulmini globulari sono  varie (in alcuni  casi  bizzarre) e vanno dai  micro buchi  neri, fenomeni  dovuti  a particelle calde di  silicio, una reazione nucleare in miniatura  (a proposito  di  bizzarrie, fino a crisi  allucinatorie dovute all'epilessia (mai  riscontrate in medicina!). 

Lo scienziato  cinese H.C. Wu dell'Università di Zhejiang,  prendendo  spunto che le sfere potrebbero  essere formate da radiazioni  a microonde, ipotizza che:

Le microonde nascono da un gruppo  di  elettroni accelerati a una velocità prossima alla quella della luce.

Ciò avviene quando il terreno è colpito  da un fulmine, in particolare gli  elettroni sono  accelerati  dal  forte campo  magnetico, creato  come quando un canale di  elettroni si muove gradualmente dalla base di una nuvola verso il suolo, appena prima del flash luminoso e cioè del  fulmine.

In quella parte del  fulmine che raggiunge il suolo, prosegue Wu, si può produrre un gruppo  di  elettroni relativistici, che, a loro  volta, emettono intense radiazione a microonde: indipendentemente dalla fonte, le microonde atmosferiche producono plasma caricando l'aria circostante. 

La radiazione esercita una pressione sufficiente a spingere il plasma verso l'esterno in una bolla che noi, per l'appunto, vediamo  come un fulmine di  forma sferica. 

 Le microonde intrappolate al  suo interno continuano  a generare plasma e quindi  a mantenere in vita la bolla per una breve durata.

Il fulmine, alla fine, sbiadisce appena la radiazione, trattenuta all'interno  della bolla, viene dissipata. 

In caso  contrario la bolla si  rompe causando un'esplosione. 

La presenza di microonde e plasma come componenti  dei  fulmini  globulari ne spiegherebbe alcune delle proprietà come quella di attraversare i vetri  delle finestre,  creare un rumore udibile all'orecchio umano e generare ozono. 

Questo, sempre secondo  le teorie dello  scienziato  cinese, spiegherebbe come un fulmine globulare può entrare anche nella cabina di pilotaggio di un aereo: gli  elettroni ne attraverserebbero il guscio  metallico dopo  essere stati  accelerati dall'energia prodotta dal  fulmine.

in ogni  caso  la scienza continua a indagare per fornire una risposta precisa ed esauriente per quanto  riguarda la formazione delle sfere di  fuoco....forse i naga potrebbero  aiutarci  per derimere questo mistero.